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Tomat glass jeweller


Via dei Tulipani, 72 - 31021 Mogliano V.to (TV)
 +39 339 2106319 - Sito web: www.michelatomat.it
Email: info@michelatomat.it

 

Formazione
Dopo la laurea allo IUAV di Venezia, all’interno di una costante e personale indagine letteraria, fotografica e pittorica, Michela Tomat, inizia a collaborare con alcuni maestri veneziani della lavorazione del vetro a lume, per dare finalmente vita al laboratorio in cui disegna e realizza personalmente monili unici. Al principio c’è un attento studio di design, legato alla ricerca di nuove tendenze nel campo della moda e soprattutto a sperimentare contaminazioni cromatiche e materiche, a reinterpretare, col vetro, l’ornamento per il corpo femminile e maschile, traendo ispirazione da immagini, fotografie, quadri, brani.

 

Esposizioni
2004 Fiera di Monaco per la Piccola bottega del vetro di Murano
2005 Apre il laboratorio di Mogliano Veneto (Tv)
2006 Esposizione presso Kamaswami concept spot, Trieste
         Glassdressing - international design contest, Trieste
2008 Graalglass - international design contest, Trieste
2009 Mostra-mercato Questo l'ho fatto io, Mogliano V.(Tv)
2010 Filo rosso - II biennale internazionale del gioiello contemporaneo, Muggia (Ts)
         F-utili gioielli 2010-asta benefica, Firenze

 

Tecnica e filosofia di lavoro
Realizzati senza l’ausilio di pinze o stampi, seguendo i dettami di tecniche secolari o del tutto eterodosse, i componenti subiscono tagli, incisioni, molature, sabbiature, che ne rendono la superficie un mezzo di comunicazione tattile oltre che visivo. Vetro da indossare ed esibire in modo distintivo dentro e oltre la tradizione, vetro materia fluida per l’animo e per la mente, vetro nobile perché riciclabile ed anallergico, ecco la chiave di lettura delle realizzazioni di questa designer.
La luce, i riflessi, i colori del vetro attentamente accostati a materiali inusuali: nel suo laboratorio Michela ha come fulcro delle sue creazioni il vetro di Murano e l’esaltazione della sua parte più intima. Questo è ciò che accade quando l’architettura si innamora del vetro. Tecnica, sperimentazione, arte, manualità sono posti al servizio di un materiale ricco di espressività e di significati ambivalenti: il vetro è trasparenza e opacità, leggerezza e pesantezza, docilità e indipendenza, fluidità e durezza. 

 
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